David Kirk Traylor, in arte David Zed, storico robot in “Pronto Raffaella?” al fianco della mitica Raffaella Carrà torna a lavorare in Italia in “Mister felicità” il nuovo film di Alessandro Siani. Ecco l’intervista esclusiva in vista dell’uscita del film.

Nell’attesa del prossimo 1° gennaio, data in cui il film arriverà nelle sale (leggete la conferenza stampa), abbiamo avuto il piacere di intervistare David Zed, storico robot in “Pronto, Raffaella?“, nel film interprete di Clint, istruttore della Nazionale Italiana di pattinaggio sul ghiaccio. Tra una “mossa robotica” e l’altra l’attore ci ha parlato della sua carriera televisiva, raccontato aneddoti sulla trasmissione che lo ha reso un’icona, ma non solo, l’attore ci ha anche confessato il suo amore per l’Italia e gli italiani nonché la sua personale ricetta per la felicità. Guardate il video e leggete l’intervista su Talky a David Zed !

Siamo qui con David Zed, ci puoi dire qualcosa sul film, il tuo ruolo, la tua parte?

Per me è stato molto divertente prendere parte al film. Io recito il ruolo di Clint che nel film è il mister, il coach della Nazionale italiana di pattinaggio sul ghiaccio. La protagonista nel film ha dei problemi e così Alessandro Siani e cioè ”Mister Felicità” interviene e li risolve. E un bellissimo film da vedere e… mi raccomando, non mancate!

Da “Pronto, Raffaella” in cui recitava al fianco di raffaella Carrà. una icona della comicità e della televisione italiana, ad Alessandro Siani, icona contemporanea della televisione e del cinema italiano. Quali sono le differenze? Ci può raccontare qualche aneddoto su Raffaella o su Alessandro?

“Pronto, Raffaella?” era un’occasione unica, per me almeno, perchè mi dava l’occasione di improvvisare in ogni puntata, in diretta poi, in diretta ! In america abbiamo solamente una trasmissione comica che permette questo tipo di cose, quello è il Saturday Night Live (SNL), però in quella trasmissione barano, ci sono infatti 7 secondi tra la recitazione e la messa in onda in cui si possono correggere tutti gli errori. In “Pronto, Rafafella?” ogni puntata era veramente in diretta e quella era la scuola migliore che io mai avrei potuto sognare, e infatti mi ha aiutato moltissimo quando andavo all’estero e facevo tante trasmissioni televisive fuori dall’Italia. La cosa strana però è stata che, dopo l’esperienza di “Pronto, Raffaella?” non c’era niente da fare, nessuna opportunità lavorativa. Avevo imparato dalla scuola, ma dovevo andare con la “laurea” della scuola all’estero per avere quel grande successo che ho avuto successivamente. Paradossalmente questa storia mi sembra molto italiana, specialmente in questo periodo in cui tanti cervelli italiani devono andare all’estero, una volta che hanno studiato, perchè l’università italiana non si può criticare a livello accademico, il problema è trovare il lavoro dopo ! In ogni caso io ho continuato a lavorare in Italia ed il mio ultimo lavoro in teatro è stato con Carmelo Bene alla fine degli anni ’80, ho fatto una tournée durata due anni con lui e poi sono tornato qui nel 1994 per fare la mia trasmissione, ma non per gli italiani, lo show era trasmesso solo all’estero: i miei clienti erano i britannici, gli americani, i giapponesi proprio perché l’Italia è un paese centrale, equidistante da Tokio così come lo è Los Angeles dove risiedevo prima ma, rispetto a Londra l’Italia è molto più vicina ed anche New York lo è. Un luogo perfetto. Mi sento molto attaccato all’Italia, anche se mi trovo, sin dalla fine degli anni ’80, per la maggior parte del tempo all’estero; ho fatto crescere i miei figli qua, ho preso la cittadinanza italiana, mi sento molto attaccato all’Italia e agli italiani.

Quindi, la felicità l’ha trovata all’estero o nel film di Siani?

Beh, un po’ in entrambe le cose: sai quando fai una tua trasmissione devi stare sempre davanti la telecamera, devi seguire passo passo e con scrupolosa attenzione tutte le fasi della registrazione, devi ottenere un risultato. Ciò è estremamente difficile, specialmente quando lo devi scrivere pure; ma prendendo parte ad un film come questo, almeno dal mio punto di vista, non dovevo stare davanti, potevo stare indietro, potevo lasciar loro sudare sette camicie, quando dovevo effettuare le mie scene entravo, le giravo, e così era molto più bello. Inoltre siamo stati in Nord Italia prima a Bolzano e poi a Merano perciò ho avuto l’occasione unica di conoscere dei luoghi d’Italia che, per uno straniero, sono dei posti da favola; non pensavo di poter trovare dei luoghi così “alpinistici” all’interno del territorio italiano. Da turisti pensiamo a città classiche tipo Napoli, Venezia, Verona, Roma; per me stare in quei posti durante le riprese è stata una bellissima esperienza, era quasi una vacanza, ed era molto divertente naturalmente lavorare con persone come Alessandro Siani e Diego Abatantuono, veri e propri maestri di comicità.

 

Ciao fans di Talky Movie, ci vediamo presto al cinema !


albertodelforno

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