Will Smith torna nelle sale di tutto il mondo con Collateral Beauty, ultima opera del regista premio Oscar David Frankel. Ma non è oro tutto ciò che luccica.

” Collateral Beauty “ è la storia di un agente di marketing  newyorkese di grande successo che cade in un circolo vizioso di depressione e tragedia quando il destino si prende la sua piccola figlia. L’unica via di sfogo dell’uomo consiste nello scrivere delle lettere indirizzate ad entità astratte quali il tempo, l’amore e la morte. Successivamente incontra tre personaggi misteriosi, incarnazione delle entità stesse, che lo incoraggiano a dimenticare il passato e a guardare avanti, mentre i suoi amici e colleghi di lavoro cercano di aiutarlo a riprendersi la propria vita.

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Amore, tempo e morte. Tre ingredienti fondamentali della ricetta chiamata vita. Si completano, dipendono gli uni dagli altri e si inanellano in un grande cerchio nel quale l’essere umano è al centro. Ma se non fossero più soltanto astrazione e fosse possibile vederli, toccarli, parlarci? Questa è la domanda che ” Collateral Beauty  ” poneva agli spettatori tramite i suoi trailer. Un concetto spirituale affascinante, se ben sfruttato, che avrebbe potuto mostrare qualcosa di nuovo nell’ambiente Hollywoodiano in un periodo di arida mancanza di idee.

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Cosa vorrebbe dire un padre alla morte, se avesse l’opportunità di affrontarla faccia a faccia dopo aver perso la sua giovane figlia? È tutto un gioco di domande e risposte il ” Collateral Beauty ” del premio Oscar David Frankel , sostenuto da un cast che ha offerto performance sentite e di altissimo livello. Will Smith trasmette allo spettatore, con grande mestiere, il dolore di un padre che ha perso la sua famiglia e se stesso.

L’empatia verso il suo personaggio è inevitabile, merito anche di una sofferenza così vera ed intensa da essere visibile attraverso i suoi occhi profondi. Non da meno i suoi colleghi, tra i quali spiccano un Michael Peña ed una Helen Mirren vogliosi di lasciare il segno e sorprendentemente affiatati. Nel cast anche “Pezzi da 90” come Kate Winslet, Edward Norton, Keira Knightley , ma c’è stato un evidente grosso problema nello sviluppo.

Collateral Beauty

Paradossalmente questa filosofia concettuale alla quale la pellicola sembrava rivolgersi è stata in realtà frutto di una manipolazione del materiale commerciale mostrato. Purtroppo l’opera è tutt’altro che spirituale e filosofica come inizialmente presentata e sfocia in un ridicolo involontario da spy-movie di serie B che rivela un’imbarazzante e nociva incapacità in fase di sceneggiatura dinnanzi ad argomenti troppo elevati.

Questo purtroppo rende vano lo sforzo del grande cast presente e un lavoro registico e scenografico solido ed efficiente, stravolgendo completamente l’assetto filmico dell’opera e spazzando via ogni fattore positivo. Non potendo aggiungere molto altro per evitarvi spoiler che potrebbero risultare spiacevoli, lasceremo che sia il film a mostrarvi la verità dopo appena una mezz’ora di visione circa. A conti fatti ” Collateral Beauty “ è riassumibile come un incredibile, sfortunato ed inspiegabile suicidio artistico. E forse all’industria di oggi quel che manca è proprio l’amore; intrappolato in un avido buco nero di distruzione artistica che porta, passo dopo passo, alla morte del bel cinema.

 

Collateral Beauty: Un film di David Frankel con Will Smith, Kate Winslet, Edward Norton, Keira Knightley, Helen Mirren e Michael Peña. Nelle sale italiane da oggi, 4 Gennaio 2017.

 

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gianmarcobonelli

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