Tanti auguri a Robert Duvall per i suoi 86 anni, l’attore ancora in attività anche come regista. Lo ricordiamo nei suoi migliori ruoli dal Il Padrino ad Apocalypse Now, ma in realtà lui sarà sempre L’uomo che fuggì dal futuro.

 

 

Difficile fare una classifica per Robert Duvall, classe 1931 nato a S. Diego in California, innumerevoli ruoli parti, premi vinti Oscar per un volto entrato nell’immaginario mondiale grazie ai suoi ruoli ne Il Padrino, e in particolare in Apocalypse Now, ormai entrato nella leggenda del cinema, con il ruolo del colonnello William “Bill” Kilgore, il comandante della “cavalleria dell’aria” che recita : “Mi piace l’odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come… come di vittoria. ”

Come sintetizzare in una frase e una inquadratura tutta la guerra del Vietnam.

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Senza dubbio Francis Ford Coppola aveva visto giusto, ma forse anche il giovane George Lucas che lo volle protagonista di THX 1138, L’uomo che fuggì dal futuro (titolo italiano), un ruolo precedente al quello de Il Padrino che gli diede la notorietà mondiale. Robert Duvall fa parte di quel piccolo gruppo di attori che  hanno frequentato i corsi d’arte drammatica presso la “Playhouse School of Theatre” di New York, dove l’attore ha avuto come compagni di classe Dustin Hoffmann, Gene Hackman (con cui condivideva l’appartamento) e l’amico di sempre James Caan.

Di conseguenza dovendo scegliere 3 ruoli top, inevitabile ricade la scelta per memoria e ricordo su Il Padrino e Apocalypse Now,  ma in realtà  i ruoli scelti da noi sono più particolari e meno scontati.

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Robert Duvall e George Lucas

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Il primo ruolo da protagonista totale, Robert Duvall lo ottiene proprio nel primo film di George Lucas, L’uomo che fuggì dal futuro, che altro non era che  il cortometraggio presentato dal giovane Lucas al suo esame Electronic Labyrinth THX 1138 4 EB nel 1967, divenuto poi un lungometraggio ed uscito nel 1971. Una storia su un futuro distopico tratto da un romanzo di Ben Bova, uscito come film di nicchia, e riscoperto solo dopo il successo planetario di Star Wars, in realtà il film e l’interpretazione di Robert Duvall, rappresenta uno dei migliori di fantascienza e indipendenti dell’epoca e la sua interpretazione magistrale, sarà solo una conferma di quello vedremo in seguito.

 

 

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Nel 1983 vince un premio Oscar per il ruolo di Mac Sledge, un cantante country alcolizzato sulla via del declino in Tender Mercies- Un Tenero ringranziamento, ed è questa interpretazione  da segnalare in modo obbligatorio nella top 3. La giusta consacrazione ai numerosi  premi che l’attore aveva vinto in precedenza, in assoluto uno dei suoi ruoli più convincenti.

 

 

TENDER MERCIES, Robert Duvall, 1983, ©Universal
TENDER MERCIES, Robert Duvall, 1983

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Come ultimo posto, si fa per dire, nella top 3 siamo costretti ad un ex-aequo (per non voler scrivere top 4 che ci suonava male), ma il poliziotto prossimo alla pensione In un giorno di ordinaria Follia (1993 di Joel Schumacher) che sfida Michael Douglas e il ruolo del  giudice in The Judge co-protagonista assieme a Robert Downey Jr. (che gli vale la settima nomination all’Oscar) diretto da David Dobkin, rappresentano a distanza di anni la solidità delle performance dell’attore.

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Onestamente limitare a soli 3 (pardon 4) pellicole per  rappresentare uno dei più grandi attori della  “vecchia” Hollwyood, è solo una scusa per fargli gli auguri, e per segnalare ai più giovani pellicole che ci auguriamo possiate scoprire per la prima volta.  Difficilmente in futuro la mecca del cinema sarà  in grado di darci di nuovo un simile attore, per parafrasare il titolo italiano molto intrigante di THX1138, forse Robert Duvall è davvero L’uomo che fuggì dal futuro che ci ha regalato e continua a regalarci, grazie all’immortalità cinematografica, tante performance stupende.

Tanti auguri Robert.

JUDGE, THE

 

 


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