Nel triste ricordo del primo compleanno senza David Bowie, noi di Talky Movie non possiamo omaggiare la star londinese con una top 10 delle sue migliori apparizioni sul grande schermo: dal suo esordio L’uomo che cadde sulla terra di Nicolas Roeg a The Prestige di Christopher Nolan. Un triste ricordo, un omaggio al Duca Bianco ad un anno dalla sua scomparsa.

Tutti noi ricordiamo David Bowie per la profonda rivoluzione che ha portato l’artista in ambito musicale, ma forse in pochi sanno che la star è stata anche un valente attore, recitando in film di rilievo e interpretando ruoli di spessore. Ripercorriamo 10 delle sue migliori interpretazioni, tra classici e film meno rinomati, una personale classifica dal sapore dolceamaro, un vivido ricordo dell’eredità che l’artista ci ha lasciato. Per sempre.

1) L’ uomo che cadde sulla terra

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Il film vede l’esordio cinematografico della rockstar David Bowie, già noto per l’immagine androgina (si esibiva in concerto nelle sembianze di un alieno umanoide) che in questo caso presta a Thomas Jerome Newton conferendo al personaggio uno sconcertante spessore,una credibilità che è data da un’aura di mistero e da una problematicità che ne alimenta il carisma a discapito dell’azione, al punto da diventare il centro di gravità del film stesso.Il protagonista sembra ricalcato su Walter Tevis, l’autore del romanzo da cui è tratto il soggetto: un uomo schivo e solitario che utilizzò il ritratto di se stesso come metafora della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Il film di Roeg affronta da una diversa angolazione i temi del romanzo di Tevis, l’angoscia della solitudine e l’alienazione del diverso, moltiplicandone l’interesse.

Mai legato a codici visivi convenzionali, questa pellicola si distingue soprattutto per il linguaggio fotografico molto sobrio, che accompagna con colori e contrasti pregnanti i significati di dolore e di speranza dell’azione e dei dialoghi: un’estetica fotografica ricercata che grazie alla precedente professione “tecnica” del regista (direttore della fotografia) riesce a fondersi con lo stile narrativo voluto dalla sceneggiatura, rimanendo essenziale nella composizione, paradossalmente invisibile. Predominano i toni scuri della tristezza, della paura, del mistero, come a voler ribadire l’ingombrante presagio di morte.

Nel film il contributo musicale di David Bowie è sostanzialmente nullo, se si eccettua qualche frammento isolato. Alcuni fan credono che l’album “The Visitor” che Bryce prende in mano nel negozio di dischi sia la colonna sonora originale che Bowie scrisse per il film,che fu tuttavia rifiutata da Roeg perché troppo sperimentale e composta sotto il pesante effetto della cocaina: circa 10g al giorno per sua stessa ammissioneper sua stessa ammissione. Il commento musicale venne quindi affidato a John Phillips e Stomu Yamashta.


albertodelforno

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