Questa notte  verranno assegnati i premi della  74° edizione dei Golden Globes Awards. Vediamo i cinque candidati per il miglior film straniero e il probabile vincitore.

 

 

Come da tradizione i registi e gli attori  candidati al Golden Globes per il miglior film straniero sono intervenuti al simposio tenuto in loro onore presso lo storico Egyptian theater per rispondere alle domande.  Stelle come  Isabelle Huppert (Elle) e Gael García Bernal (Neruda) assieme ai registi  Paul Verhoeven (Elle), Uda Benyamina (Divines), Maren Ade (Toni Erdmann), Pablo Larraín (Neruda) e Asghar Farhadi (The Salesman), hanno risposto a molte domande dei giornalisti presenti,ma  la domanda per tutti noi è chi sarà il vincitore. Difficile indovinare, visto che alcuni film non sono ancora usciti nel nostro paese, ma proviamo ad azzardare un pronostico, non negando una preferenza per il regista olandese Paul Verhoven, da sempre il più originale in grado di dare spessore a thriller e block busters in salsa hollywoodiana negli anni’90, con un tocco da vero artista olandese.

 

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Di conseguenza Elle con il ritorno di Paul Verhoven (Robocop, Basic Instict) ad un sofisticato thriller tratto dal romanzo di Phillipe Djian “Oh…!”, con una inedita Isabelle Huppert si pone tra i possibili outsider, mentre i favoriti, già usciti anche nei cinema del  nostro paese, sono Pablo Larrain con il suo Neruda e ancor di più Asghar Farhadi con The Salesman (Il Cliente), che porterebbe l’Iran di nuovo alla ribalta.

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Discorso a parte per Toni Erdmann di Maren Ade già vincitore all’European Awards e sorpresa a Cannes 2016, giudicato come il film europeo più originale, che verrà distribuito anche nel nostro paese nei prossimi mesi, potrebbe essere la sorpresa che viene dalla Germania, mentre per Divines che vede la regista francese di origini marocchine Uda Benyamina al suo primo lungometraggio, potrebbe seguire le orme  dell’ungherese László Nemes  che vinse anche lui con Il figlio di Saul al suo primo lungometraggio.

Sicuramente una sfida molto aperta per i cinque registi, anche se non abbiamo dubbi che già essere entrati nella cinquina de facto rappresenta già una grandissima vittoria per il cinema di qualità, in particolare quell’europeo.

 


robertoleofrigio

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