Il giovane attore Luca Filippi, classe 1991, è uno dei protagonisti della nuova commedia, tutta al giovanile, diretta da Guido Chiesa.

Effetto da una una lieve forma di disturbo del linguaggio, (più generalmente conosciuta come balbuzia), il giovane attore non ha paura di buttarsi davanti la macchina da presa e lo fa anche molto bene,  come abbiamo visto in Classe Z”, il nuovo film di Guido Chiesa. Luca Filippi interpreta Julian, un ragazzo balbuziente, timido, introverso, che preferisce essere invisibile se non del tutto scomparire, pur di non affrontare il problema. Un film che parla di studenti, gli ultimi della classe, isolati in una sezione a parte, perché considerati alunni di seri B. Quindi la nostra prima domanda a Luca è stata:

Tu ti reputi più uno studente di serie B o di serie A?

“Sicuramente di serie B, perché così sono spronato a fare sempre meglio per diventare uno studente si serie A”

Questo è il tuo terzo film, un genere completamente diverso dai precedenti. Come ti sei trovato nel ruolo del tuo personaggio e nel lavorare con Guido Chiesa. Parlaci di questa tua esperienza.

“Guido, mi ha chiamato a settembre per fare il provino per questo ruolo e quando ho letto il copione,  mi sono ritrovato già nel personaggio. Rispetto a tutti gli altri ruoli che ho interpretato, ho subito pensato che in questo potevo affrontare delle cose mie personali, che ho proposto anche al regista e che poi le ha accettate, come questa della mia balbuzia che sta nel film, ma  non era scritta nel copione. Per me è stato mettere sul piatto della bilancia un mio problema che affronto ogni giorno.”

Come ti sei trovato a recitare insieme agli altri ragazzi? Già li conoscevi?

“No, era la prima volta con tutti loro e mi sono trovato benissimo, abbiamo fatto subito gruppo, fin dall’inizio. Anche perché siamo tutti accumunati dall’età e affrontiamo insieme questo mondo del cinema che è un po come un’ambiente scolastico, in cui si lotta, si comunica, ci si confronta e ci si consiglia a vicenda.”

Tu sei un attore e non uno youtuber, quindi a differenza degli altri ragazzi hai più esperienza nell’ambito della recitazione. Gli hai dato dei consigli visto che erano delle matricole? 

“Io penso che si insegna un po a vicenda. Anche chi non ha fatto scuole può insegnare delle cose, perché io prendo, catturo dagli altri attori delle sensazioni e spero che anche loro facciano lo stesso con me, visto che non si finisce mai di imparare.” 

Come è nata la tua passione per la recitazione? Avevi dei modelli di riferimento che ti hanno fatto appassionare a questo lavoro?

“Veramente è nata un po per caso, quando frequentavo il quarto alle superiori, ero un cinefilo da paura e mi divoravo tre film al giorno. E se dovessi dirti quale è il mio attore preferito e con cui mi piacerebbe lavorare sarebbe difficile per me. Io penso sempre che l’attore con cui andrò a lavorare, diventerà il mio idolo.”

Quale genere cinematografico preferisci?

“Io sono un amante dei thriller e mi  interessa molto la fantascienza, il mondo dei robot, dello spazio, ma a differenza di molti non sono un fan di Star Wars.”

Tu oltre che il cinema,  hai lavorato anche a teatro nel 2013, ma se dovessi scegliere tra fare un film o debuttare in uno spettacolo teatrale, quale sceglieresti?

“Sarebbe una scelta difficile, vorrei fare entrambe, amo sia il teatro che il cinema, punterei più che altro nel fare in un anno di lavoro, sia spettacoli di teatro e sia film, magari due e due, sarebbe il mio sogno.”

Ritornando sul film, sul tuo personaggio, chi era in realtà Julian? Come abbiamo visto, era un ragazzo che non affronta e difficoltà, ma tende a scappare.

“Julian è il tipico ragazzo, che troveresti in ogni scuola, il ragazzo dell’ultimo banco che si isola e non parla con nessuno, che non ha amici e che gli altri giudicano come strano, come sociofobico. Julian, ha estremo bisogno di comunicare con gli altri ragazzi, ma si sente inadeguato,  non si sente all’altezza di interagire con il compagno affianco. Penso che questo ruolo, sia la rivincita dei timidi…”

Tu ti rispecchi in Julian?

“Si, assolutamente si. Sopratutto quando a scuola c’era il professore che mi chiedeva una cosa e io per paura che si sentisse la mia balbuzia e la paura di essere deriso dagli altri, non rispondevo, facevo finta di non saperlo. Quella è una piccola sconfitta che mi porto dentro,  come anche la voglia di dire al mio interlocutore di ascoltare il senso di ciò che dico e non come lo dico. Questo è il mio massimo obiettivo. “

Che consiglio daresti ai ragazzi che come te e ovviamente come Julian hanno il tuo stesso problema e si richiudono in se stessi?

Di aprirsi da subito. So che è stradifficile, ma importante è fare il passo e andare avanti, anche se la paura di essere deriso è tanta. Ma se ti affossi è peggio. Bisogna trovare il coraggio di aprirsi e mostrarsi a nudo, così come la recitazione insegna. A me recitare mi ha aiutato tanto sotto questo punto di vista. Se prima ero più fragile, adesso non mi interessa più niente di quello che dice la gente. Mi sono liberato della gabbia in cui mi sentivo sempre più stretto e spero di riuscire a comunicare anche questo attraverso il film.”

 

 


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Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!

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