La recensione di The Circle diretto da James Ponsoldt con il canto del cigno di Bill Paxton e un bravo John Boyega.

Le saghe distopiche sono diventate negli ultimi anni un bacino da cui il cinema attinge in modo costante più o meno bene. Nel caso di The Circle, opera di Dave Eggers scritto nel 2013 e diventato subito un caso internazionale tanto da meritare la trasposizione di James Ponsoldt. Il film mostra sin dall’inizio di puntare quasi tutto sulla protagonista Emma Watson e forse l’errore è proprio questo dato che l’attrice non sembra in grado di reggere da sola il film, nonostante il supporto del guru di The Circle interpretato bene da Tom Hanks e del sorprendente John Boyega nei panni del fondatore poi dissociatosi dell’azienda Ty. Ma cos’è The Circle? The Circle è un livello avanzato di Facebook, non potremmo trovare altro modo per definire con parole semplici un social network che non serve solo a condividere informazioni, ma addiritture a ridurre tutto ad unica password arrivando a manipolare la vita e le menti delle persone in modo sottile ma totalizzante. Purtroppo sembra di trovarsi davanti ad un “Black Mirror” piatto, senza mordente in cui è difficile spaventarsi quando il peggio che ti si prospetta non è tanto peggiore di quello che stai vivendo.

The Circle 3

Emma Watson è Mae Holland, una ragazza con una famiglia in difficoltà che trova lavoro a The Circle grazie ad un’amica e finisce immediatamente nelle grazie dei responsabili. Arriverà ad indossare una SeeChange creata per essere una videocamera economica, minuscola ed in grado di vedere tutto ma avrà degli sviluppi via via sempre più inquietanti. La bellezza di The Circle è nelle tematiche straordinariamente attuali ed interessanti trattate, anche se ben presto viene mostrato come un’eccessiva trasparenza sia anche una perdita dell’umanità dato che l’essere umano è per sua stessa definizione imperfetto. Ecco quindi che l’opera che avrebbe potuto consacrare in qualche modo Emma Watson fuori dal magico mondo dorato delle favole come Harry Potter e La Bella e la Bestia è soltanto un’occasione persa, forse proprio a causa di chi non le ha fatto caratterizzare al meglio la sua Mae troppo spesso persa in una monoespressività quasi riflettente il mondo omologato desiderato da The Circle.

The Circle 2

La realtà è che in The Circle le parti migliori sono proprio i dialoghi di Tom Hanks che invitano a rivolgersi delle domande che meriterebbero una riflessione una volta usciti dalla sala, ma la sostanza è che manca il resto con una storia spenta e poco brillante. John Boyega ha troppo poco spazio, ma nelle sue scene riesce a far trasparire talento e naturalezza che lo rendono una delle promesse più interessanti della sua generazione e questo è ormai un sentore comune in tutte le sue interpretazioni. Il padre di Mae Holland è interpretato da un eccelso Bill Paxton che riesce nella sua ultima interpretazione ad essere talmente bravo da farci dimenticare per un po’ che siamo davanti ad un film di natura sicuramente più commerciale che autoriale. La tristezza è anche vedere come in realtà per Mae il lavoro dei sogni sia fare l’operatrice di call center in un mondo chiuso come quello di The Circle, anche se la sua esplosione di popolarità via social è una svolta in cui fin troppe icone della società attuale possono rispecchiarsi. Dovremmo fare attenzione verso che direzione sta andando il mondo e anche se con un film non propriamente eccelso The Circle riesce ad invitare ad una riflessione. Forse meritava qualcosa in più sia il libro che Emma Watson, desiderosa di diventare un’icona della settima arte dopo esserlo già per le ragazze nel mondo.


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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