Uno dei titoli più attesi al festival di Venezia, seppur fuori concorso, era il remake de “I Magnifici 7” con la regia affidata ad Antoine Fuqua. La recensione in anteprima.

 

I remake ad Hollywood sono diventati il pane quotidiano degli studios, troppo spaventati davanti all’idea di presentare un prodotto originale prendendosi dei rischi. È proprio in quest’ottica che rientra “I magnifici 7” (guarda lo speciale di anticipazione), remake dell’omonimo film del 1960, scelto dal direttore artistico del Festival di Venezia come film di chiusura dell’edizione 2016. Il lungometraggio è sicuramente di livello, anche perché appena due giorni fa ha aperto anche il prestigioso Festival di Toronto. La pellicola può contare su un cast straordinario guidato da Denzel Washington, che ritrova il regista Antoine Fuqua dopo le loro collaborazioni in “The Equalizer” e sopratutto “Training Day”, con cui l’attore vinse il Premio Oscar. Il resto del cast artistico può contare su Chris Pratt, Haley Bennett, Vincent D’Onofrio, Matt Bomer, Ethan Hawke e Peter Sarsgaard.

Denzel Washington and Chris Pratt star in MGM and Columbia Pictures' THE MAGNIFICENT SEVEN.
Denzel Washington and Chris Pratt star in MGM and Columbia Pictures’ THE MAGNIFICENT SEVEN.

La storia ha delle variazioni rispetto alla trama dello storico “I Magnifici sette” del 1960 diretto da John Sturges, ma mantiene inalterati gli aspetti che ne avevano contraddistinto il successo con un classico western godibile dall’inizio alla fine nonostante delle inesattezze storiche come un uomo di colore che senza pregiudizi riesce a mettere in piedi facilmente una banda di reietti. Antoine Fuqua vuole creare intrattenimento fine a se stesso, quindi può anche essere perdonato perché il suo “I Magnifici 7” raggiunge l’obiettivo. Denzel Washington si mostra un attore poliedrico e si regala un’ottima interpretazione anche nel western dopo le grandissime prove in “Training Day”, “The Equalizer” e “Philadelphia”. Ruoli tutti diversi che confermano come ci si trovi davanti ad uno dei migliori talenti del cinema americano. Il buon risultato finale del film lo si deve anche al resto del cast, in particolare ad un divertente ai limiti dell’irriverente Chris Pratt e di una convincente Haley Bennett. Menzione a parte la merita il personaggio caratterizzato in modo splendido da Vincent D’Onofrio. La storia è molto lineare, senza colpi di scena, ma il regista riesce a portarci verso la conclusione senza sbavature.

Chris Pratt stars in MGM and Columbia Pictures' THE MAGNIFICENT SEVEN.
Chris Pratt stars in MGM and Columbia Pictures’ THE MAGNIFICENT SEVEN.

L’imprenditore senza scrupoli Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard, già visto peraltro in “Jackie” al fianco di Natalie Portman) pur di raggiungere i suoi obiettivi è pronto a massacrare i membri di una ridente cittadina e la più coraggiosa di tutte si mostra proprio Emma Cullen (Haley Bennett) troverà in Chisolm (Denzel Washington) la loro unica possibilità di salvezza. Inizia quindi un reclutamento al quanto inverosimile, dato che nell’America del 1879 sembra improbabile che personalità di così variegata provenienza sociale possano unirsi senza problemi. Tralasciando però anche questa parte preparatoria il film mostra valori importanti come la lotta per la libertà, l’amicizia e la lealtà del vecchio western. Non viene inserita clamorosamente una love story come nell’originale e sembra incredibile dato che il cinema odierno ci ha abituato in senso opposto. Le sequenze con le sparatorie sono altamente spettacolari e le musiche sono il canto del cigno del compianto James Horner, anche se non paragonabili al tema originale di Elmer Bernstein.

SPOILER DA QUI IN AVANTI SUL FINALE

Un’analisi approfondita la merita il finale, in cui gli uomini tirano fuori il meglio di loro come gli americani hanno sempre dimostrato di saper fare. Il fatto che questo film sia diretto da un regista di colore e il ruolo principale affidato ad un simbolo come Denzel Washington non fa altro che rimarcare questo aspetto dell’integrazione, con gli unici tre superstiti che sono proprio un nero, un messicano e un indiano. Antoine Fuqua certamente non dirige il suo film migliore e dallo script di un talento come Nic Pizzolatto, meraviglioso autore della prima stagione di “True Detective” ci aspettavamo sicuramente di più, ma questo “I Magnifici 7” riempirà sicuramente le sale anche perché il cast è costruito ad hoc e non sono poi così tanti ad aver visto l’originale. Prodotti del genere aiutano sicuramente la diffusione del cinema di genere tra i più giovani, quindi ben vengano.

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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