Rossy de Palma è la star della 10° edizione del festival del cinema Spagnolo di Roma, la musa di Pedro Almodóvar, ha presentato Julieta, l’ultimo film del regista vincitore del premio oscar con Tutto su mia madre.

Rossy De Palma, inconfondibile caratterista della maggior parte dei film del regista spagnolo (Legami!, Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Kika – Un corpo in prestito, Il fiore del mio segreto, Gli abbracci spezzati), inconfondibile per la sua “faccia da Picasso” come lei osa definirsi,  invitata per presentare l’ultima opera del cineasta spagnolo Julieta, diverte il pubblico ed emoziona la platea, con un’italiano spigliato e frizzante. Sala stracolma e pubblico in delirio per l’evento clou della 10° edizione del Festival del Cinema Spagnolo.

Rossy de Palma, julieta, festival del cinema spagnoloL’attrice feticcio del premio oscar spagnolo sorpresa dalla risposta del pubblico romano lancia la sfida a Pedro con un videomessaggio registrato in diretta con il  ed annuncia: “volete che Pedro venga a Roma? Allora registriamo un videomessaggio che poi glielo mando. Tutti insieme: “Pedro, amore vieni qua presto” .”

Dopo la proiezione Rossy de Palma ha risposto alle domande del pubblico e dei giornalisti accorsi per l’irripetibile occasione, ecco cosa ci ha raccontato:

Rossy de Palma: Io sono contentissima di essere quì oggi a roma in questa città che ha un grande cuore e che mi ricorda sempre la Magnani, la grandissima Anna Magnani. Adesso andiamo a fare un piccolo video che lo mando a Pedro (Almodóvar ndr), che possiamo dirgli? Ti amiamo, o cosa? Vieni qua, amore, vieni presto? Io faccio il video e dico 1,2,3 e poi tutti insieme: “Amore, vieni qua, presto!” Ok? “Guarda Pedro, siamo quì a Campo de’ Fiori e guarda quanto pubblico c’è che è venuto a vedere Julieta nonostante qualcuno lo ha già visto… 1,2,3 Amore, vieni qua presto!

Adesso vi lascio al film e dopo, se volete sapere qualcosa, risponderò alle vostre domande, ora però andiamo a mangiare qualcosa di romano, della cucina romana, qualcosa di buono, non vedo l’ora!

Rossy de Palma: Allora, come state dopo aver visto il film? Il film è forte, pieno di emozioni, vero? E poi, mamma mia, quante cose ho mangiato a cena, troppo ho mangiato (ride): la frittura di pesce, i carciofi alla giudia… Vi è piaciuto il film? È un viaggio, alla fine hai il magone; c’è tanta gente che lo ha visto che dopo chiama a casa persone con cui non parlava da moltissimo tempo. Questo film parla molto delle fatalità che è una cosa di cui a me non piace molto parlare, non credo alle fatalità, a me fa molta paura; quando pensiamo alla vita, al nostro futuro, ai nostri progetti, non ci pensiamo mai, eppure, come nel film, la vita può cambiare da un momento all’altro, in un minuto la tua vita può essere sconvolta per sempre e a me questo fa molto paura, non so a voi. Ma il film parla anche della non comunicazione le due protagoniste mamma e figlia, non comunicano; io dico sempre che preferisco la più terribile delle verità a una bella bugia, perché la verità ti fa avanzare, ti fa capire le cose, ma quando non affronti la verità sei un po’ perduto, e questa Julieta che non dice la verità alla sua figlia poi ne subisce le conseguenze.

Però il mio personaggio (risate in sala ndr), Marián, la domestica, dice sempre la verità ma risulta essere molto antipatica, forse perché anche lei ha sofferto molto. Ma è vero, bisogna comunicare con gli altri, farlo di più; tutti più o meno interpretiamo, diamo opinioni su fatti cose, accadimenti, però non sempre le condividiamo con gli altri. Dobbiamo affrontare le realtà che ognuno di noi ha, per sapere cosa pensa l’altro e veramente avanzare insieme, altrimenti, quando tu pensi da solo ti isoli e rimani isolato senza poterti confrontare con gli altri. Proprio questo tema è ciò che più mi piace del film, la comunicazione.

Bisogna comunicare di più, dire all’altro quello che pensiamo: se è giusto o sbagliato, se è vero o falso ecc.. Io dico sempre che nella vita niente è personale; anche s eincontriamo una persona poco garbata, dobbiamo sempre chiederci cosa sta affrontando quella persona, cosa lo spinge a comportarsi così, che guai sta passando? Se ci fermiamo un attimo e riflettiamo su questa cosa, possiamo essere più vicini al prossimo perché, alla fine, niente è personale. Non dobbiamo mai pensare di essere un’impermiabile a cui non succede nulla anche se bagnato dalla pioggia; bisogna scegliere ed essere amabili, ed io credo che in questo tempo così difficile anche per noi, con una società un po’ brutta, con i politici che non piacciono a nessuno, che sono un po’ obsoleti,non sono contemporanei, come dei dinosauri… una specie in estinzione e che vogliamo che si estinguano!(risate in sala ndr) Però non si estinguono mai.  Perché questi problemi sociali esistono in Spagna, in Italia, in Francia, in Africa, in tutto il mondo è così. Tutti abbiamo paura del prossimo, dell’altro, siamo insicuri e tutti siamo orfani di qualcuno o qualcosa perciò dobbiamo pensare di essere tutti parenti del mondo e che tutti, alla fine ci ritroviamo ad affrontare le medesime difficoltà.

Per risolvere dobbiamo ritrovare il bambino che è in noi, che vuole essere amato e, se lavoriamo su questa idea, che l’altro ha bisogno di amore come noi, credo che molto possa migliorare in quest’epoca così turbolenta.”

Rossy de Palma, Julieta, festival del cinema spagnolo

Almodóvar ha promesso per lei un ruolo più clamoroso, da protagonista, quando si verificherà, se si verificherà?

Rossy de Palma: “La prossima volta, mi dice sempre così. Adesso no, Io so che adesso sta scrivendo. Lui scrive sempre 2-3 progetti in contemporanea. La storia che c’è dietro Julieta è incredibile: lui aveva comprato molti anni fa i diritti del libro di Alice Munro; era andato sino in Canada per fare dei sopralluoghi in cerca delle location per girare, fece delle prove con Meryl Streep, ma poi alla fine gli ha detto che non l’avrebbe più fatto. Lei lo ama comunque, però deve esser stato duro per lei che il progetto sia saltato perché era molto vicino al concretizzarsi. L’idea poi è stata accantonata in un cassetto per molti anni, poi un giorno mi chiama e mi dice che il progetto si farà e che io avrei avuto un ruolo. Poi mi ha detto che avrei dovuto fare una domestica, pergiunta anziana, insomma, un regalo avvelenato ! però lui mi ha proposto un bel ruolo nel suo prossimo film; non ci credo tantissimo… fino a che non vedo, non credo.”

Avete girato a Ruedes, che bel posto, vero?

Rossy de Palma: “Si, mi incantò molto quella location, Ruedes, che si trova in Galizia, e poi, veramente quella casa aveva una vista mare proprio come la avete vista nel film, era una cosa pazzessca. Però un proverbio laocale dice: “A Ruedes, no te quedes (A Ruedes non ci rimani)”. Sono innamorata della Galizia poiché parte della mia famiglia viene dai Paesi baschi e dalle Asturie; mi piace tantissimo il nord della Spagna, è bellissimo. Per finire, abbiamo girato là nella cittadina di Ruedes tutti gli esterni e poi la cucina è stata ricostruita in studio a Madrid per girare le scene in interni con più tranquillità. Ogni volta che fai un film compi un viaggio perché visiti location sempre diverso e a me è piaciuto moltisismo come Pedro ha fotografato questa Galizia e questo mare così selvaggio ma allo stesso tempo pieno di colori brillanti e incantevoli, bello da guardare.”

Il tuo personaggio è davvero speciale e ben recitato, com’è stata la tua relazione con il personaggio e come hai lavorato per costruirlo? Saresti amica di una persona come lei?

Rossy de Palma: “La costruzione del personaggio è molto semplice perché Pedro sa sempre quello che vuole, te lo mostra benissimo; sei te a non dover realizzare una caricatura di ciò che lui ti dice, e lui lo sa benissimo. devi sapere che Pedro dalla nascita è sordo da un orecchio così, tutti gli amici che gli vogliono parlare, sanno benissimo a quale orecchio rivolgersi a lui; però lui con quell’orecchia fa dei miracoli perché veramente è un ossessionato del tono. Io ho sempre avuto la fortuna di lavorare molto rilassata con lui, come se fosse un gioco, e sempre bisogna affrontare così il rapporto con lui altrimenti, se lo si prende troppo sul serio, lui si adombra e diventa schivo.

Questo personaggio, il mio personaggio era galiziano, però con Pedro abbiamo deciso di non farlo recitare con accento locale perché la pronuncia di quei posti è molto particolare e difficile da imitare, o meglio, io volevo provare a farlo ma non me l’hanno lasciato fare! Pedro però è sempre scherzoso, gli piace fare burle tant’è che i due attori Adriana Ugarte e Daniel Grau non avevano lavorato con lui e non conoscendolo. sono stati bersaglio di numerosi scherzi sul set: “Ora tu non dire nulla, ora io dico – Azione! e te vai al centro della scena e fai finta di recitare”, così io facevo quello che mi diceva Pedro, improvvisavo in maniera divertente e gli altri due si impaurivano e rimanevano impressionati immaginandosi chissà che cosa stesse succedendo. Ci siamo approfittati di loro… (ride) Abbiamo dato un pò di umore a questo film perché, vista la storia, non c’èra posto per ridere, anche se, quando mi vedono conciata così nel film, prima o poi tutti cominciano a ridere! Anche se dopo si devono ricredere.”

Nei personaggi che hai interpretato nei film con Almodóvar, qual’è quello a cui sei più affezionata?

Rossy de Palma: “Non saprei cosa risponderti, a me piacciono tutti, anche quelli che non ho fatto io, a volte mi sento come se li avessi interpretati lo stesso anche se a recitarli c’erano altre attrici. Tutte queste donne di Almodóvar hanno in se tragedia, problemi personali, cose brutte che gli succedono, nonostante questo riescono sempre a sopravvivere alle difficoltà della vita, ad andare avanti, sono personaggi positivi, ridono di loro stessi e prendono ogni accidente, ogni imprevisto della vita come possibilità di evolvere, cambiare senza rimanere fermi a piangersi addosso.

Lui ama immensamente le donne e la sua mamma, oggi che in Spagna è la Festa della mamma, è stata una influenza incredibile per lui, un punto di riferimento molto importante ed io posso dire di esser stata fortunata a conoscerla; una persona come quelel che abitano nella Mancha, molto schiette e dirette, senza fronzoli, aveva un carattere molto forte e volitivo. Pedro ha preso moltissimo della sua mamma e lei era incredibile poichè nel villaggio, quando lui era bambino, la mamma sapeva leggere e scrivere e così aiutava tutta la gente del villaggio a leggere le lettere che gli venivano recapitate e scrivere le risposte, e a volte chiedeva a Pedro di scrivere le lettere cosicché lui si trovava costretto ad “inventare” sotto dettatura della mamma lettere per tutti i suoi concittadini. La mamma dissimulava la realtà affinché tutti fossero felicie e contenti. Allora questo rapporto materno, l’influenza che la madre ha avuto su di lui è stata davvero importantissima nella vita di pedro e ancora si vede, traspare nei suoi film. Una cosa incredibile tantè che i suoi film, seppur locali perché raccontano e parlano della Spagna, sono poi divenuti universali. Poi c’è la parte surrealista di Pedro, una caratteristica che a me piace molto e che nelle sue opere funziona a meraviglia.

Io sono innamorata dell’accidentale della vita; a me non piace l’uomo che deve calcolare e prevedere tutto; l’errore è una cosa molto bella e, quando stai facendo qualcosa e arriva l’errore, se lo guardi in faccia magari trovi in lui ciò che può portare a rendere più “ricco” il tuo lavoro. Quando spiego ciò io sempre racconto la storia del pittore spagnolo Miguel Barceloj , trasferitosi in Africa nel Mali. Lì ha trovato che le termiti gli mangiavano le opere, rosicchiavano il legno e così lui non poteva andare avanti con il suo lavoro, allora trovò un prodotto adatto a questi animali e lo ha mescolato alla pittura così le termiti, disgustate si allontanavano dalle sue opere. Ma non era giusto che lui fosse nella terra delle termiti e che esse non fossero partecipi del suo lavoro perciò ecise di spalmare questo prodotto solo in alcune parti cosicché le termiti potessero mangiare solo una parte. Quando ha presentato le sue opere ha detto di averle realizzate assieme alle termiti. Io credo che l’errore ti apre delle porte; tutti siamo artisti e non dobbiamo nè essere vanitosi nè invidiosi degli altri; l’idea è del collettivo quando viene e c’è, si prende al volo e si usa. Nessuno è padrone di un’idea, anche della proprio, va bene il copyright perchè tutti dobbiamo mangiare, però, ribadisco che nessuno è padrone di niente, siamo come veicoli; attraverso noi le cose passano e arrivano agli altri. Per questo a me piace molto lavorare con il vuoto e preparare coscientemente il personaggio, applico il metodo taoista: faccio il vuoto dentro di me, poi questo vuoto viene riempito da qualcosa; se non fai il vuoto non c’è posto per niente. Devi lasciare il posto a qualcosa che ti trasformi, per dirla tutta te devi essere la vera sorpresa di te stesso. Sono una persona molto razionale, però nel momento della creazione mi piace sparire totalmente per reinventare me stessa e sorprendermi, ogni volta.”

Rossi de Palma, festival del cinema spagnolo, julieta

Per quanto riguarda il finale del film, attraverso una tragedia separa la madre con la figlia e attraverso una tragedia le riunisce, come mai?

Rossy de Palma: “Questa è la fatalità di cui parlavo, una cosa che mi fa tantissima paura ed è per questo che Julieta quando deve incontrare di nuovo la figlia non vuole chiedergli nulla, sa che in quel momento nessuna parola avrebbe significato.”

Ti è piaciuto il finale? A me ha sorpreso.

Rossy de Palma: “Quando io ho letto il copione il finale mi ha fatto un male, non ci potevo pensare: “Mamma mia che storia”, un colpo al cuore, sconvolgente; non so se mi piaccia o no, però era giusto che la storia terminasse così in questa maniera, ci fa capire che non dobbiamo allontanarci ed essere distanti dalle parole che amiamo. Quando sei fragile e perduto la possibilità di prendere strade pericolose è sempre dietro l’angolo.”

Quand’è che ti vedremo alla regia di un film?

Rossy de Palma: “C‘è in ballo qualcosa con una produzione francese, però non so se sarò io a dirigerlo; è un progetto, ancora in cerca di finanziamenti, che si chiama Pan con tomate.

Forse la domanda è per il regista ma, mentre Julieta cambia da giovane a vecchia ed usa due attrici diverse, la sua amica Alba rimane sempre la stessa e Pedro la fa invecchiare, non lo crede un errore?

Rossy de Palma: “Tu pensi che sia un errore, ma forse a te non è piaciuta questa scelta; lui una volta ha detto “uno sguardo di una donna non si può invecchiare”. Adriana (Ugarte ndr) è una donna giovane ed una bravissima attrice però non ha vissuto i dolori della vita, non ha la vulnerabilità di essere mamma cosa che invece possiede Emma Suarez che ha un’età, due figli ed è separata, tutti eventi della vita che la hanno segnata indelebilmente e che sono eventi che accadono o possono accadere ad ognuno di noi prima o poi. Tu puoi invecchiare qualcuno, è vero, ma lo sguardo, il modo con cui lui ti guarda, i suoi occhi, tu non li puoi cambiare. Perciò, per quanto riguarda Alba, l’amica scultrice, io credo che era più facile per lui mantenere sempre Inma (Cuesta ndr); credo fosse di primaria importanza focalizzare l’attenzione sulle due Julieta, la giovane e l’adulta. Ma glielo chiederò, non ti preoccupare, gli dirò che a Paola, una spettarice romana di Romana ha disturbato che Alba fosse la stessa persona mentre le due Julieta cambiano. Corro, vado subito a mandargli un videomessaggio.


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albertodelforno

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