I premiati del concorso di Venezia 73 (leggi tutti i vincitori di tutte le categorie) hanno incontrato la stampa negli attimi immediatamente successivi alla cerimonia di premiazione come da tradizione. Applausi convinti, anche se in molti sono corsi a vedere la replica, per il “Leone D’Oro” “The Woman Who Left” di  Lav Diaz che con  il suo film di 3 ore e 47′ potrebbe aver fatto registrare il record del film più lungo mai premiato alla Mostra del Cinema. Un’opera visivamente stupenda, anche se in molti non hanno gradito le pause eccessivamente lunghe in alcune scene che da sempre contraddistinguo la filmografia del cineasta filippino. Il secondo premio più importante della mostra è il “Leone d’Argento Grand Prix della giuria” e se lo è aggiudicato Tom Ford per il suo “Nocturnal Animals” (leggi la recensione), che in tanti avevano messo come favorito per il “Leone d’Oro”.  Hanno partecipato all’incontro anche i due “Leoni d’Argento alla regia” ex aequo Amat Escalante e Andrei Konchalovsky, il miglior interprete maschile Oscar Martinez, il premio speciale della giuria Ana Lily Amirpour. Leggi tutte le dichiarazioni dei protagonisti e guarda le foto.

 leone d'oro 2

La giuria si è posta il problema sul film di Lav Diaz?

Sam Mendes: “Abbiamo discusso su tutti film Abbiamo parlato del futuro del film, io penso che che un festival di questo tipo debba incoraggiare un cinema di questo tipo. Abbiamo parlato molto personalmente io credo che sia un film che come quelli americani che non abbia compromessi. e sono entusiasta che questa giuria speciale la pensi come me. Ci sono stati 8 film che ci hanno entusiasmato più degli altri. Alla fine del fine ne abbiamo discusso anche il giorno dopo, il film ci ha lasciato emozionati e questo è importante che accada nei film, pecche ormai c’è una mancanza di sentimentalismo nei film, e quindi per noi era importante spingere questo film all’attenzione dei media. Queste sono tutte i motivi per cui ci è piaciuto il film.

Come si valuta l’ex aequo? Avete forzato le regole?

Sam Mendes: “Non abbiamo chiesto di forzare le regole per dividere il premio anche perché è prevista la possibilità di un ex aequo. Ritenevamo che entrambi avessero l’importanza e le caratteristiche per vincere e questa è la cosa che è stata più bella per me. Hanno comunicato dei messaggi importanti e siamo riusciti a raggiungere buoni risultati”.

Tom Ford, il suo lavoro è l’unione di stile e sostanza. Si sente a fare tendenza con i suoi film?

Tom Ford: “Io non voglio fare tendenza.. o meglio non  ho mai pensato di farlo. Amo fare il cinema e amo il cinema italiano, però di riuscire a fare meglio altro”.

Escalante, è difficile diventare film maker in  America latina e come mai avete deciso di fare un film del genere?

Escalante: “Quando ho fatto il mio primo film nel 2005  venivano prodotti circa 30 film l’anno in Messico , ora è in corso una rivoluzione in questo senso e sono contento che anche l’America latina stia dedicando più attenzione al cinema”.

Tom è difficile fare film? Per questo sono passati sette anni?

Tom Ford: “Penso che sia duro e difficile fare film, ma appassionante allo stesso tempo. Sei sempre in tensione, ed alla fine sei anche esausto ma alla fine credo sia bello veder realizzati i propri sogni”.

Escalante e Martinez, il problema della cultura disfunzionale è molto grave e rappresenta uno spaccato della società. Si sente un ambasciatore della cultura latinoamericana?

Escalante: “Non mi sento ambasciatore della cultura latinoamericana, mi sento un camerata con i cineasti di tutta la latinoamericano, ora sta cambiando per il fatto che ci stiamo appoggiando, si è vero ci sono anche più soldi, ma è importante l’aiuto. Il problema più grande ora è la distribuzione. Il Messico anche se è accantonagli USA ha ancora difficoltà a farsi distribuire”. 

Martinez: “Non mi sento ambasciatore, mi sento un esponente di una corrente di cinema, ma in un mondo in cui gli UsA hanno mono poliziotto tutto il mercato della distribuzione, anche in Argentina, è una lotta continua per far uscire i nostri film e le nostre storie. come dice Escalante  è proprio il fatto che bisogna aiutarci anche se questo manca”.

Tom Ford, ha già l’idea di un nuovo progetto?

“Si, ho un’idea per un nuovo progetto. Nel film devi avere qualcosa che ti leghi, forse lo  prenderò nuovamente da un romanzo per raccontare una storia”

Paula Beer, ha riferimento ad attrici francesi?

“Ozon mi ha chiesto di vedere delle attrici francesi, anche se per me  all’inizio è stato difficile recitare in francese.  Poi ha avuto fiducia e i sono lasciata andare e recitare in francese”.

Konchalovsky, quanto il cinema può aiutare a metterci in guardia contro il ritorno degli orrori del passato?

“Il mio primo film ero studente nel 1962. Io non voglio contrariare nessuno ma credo che il cinema non posso cambiare, le cose cambiano nel posto giusto al momento giusto. La cosa più importante però è che tutta la civiltà e l’umanità sta perdendo la memoria a causa di internet. Per esempio non mi ricordo il telefono di mi moglie ma quello di mio nonno. Il mio film vuole essere una memoria per le future generazioni. Per me è importante non togliere silenzio dai film, non vogliamo fare film in cui le persone masticano i pop corn” (Risate).

Ana Lily Amirpour, il silenzio è una parte importante del tuo film?

“Il silenzio è suono, che è quello che viene dopo. Credo che il cinema non sia solo suono,ma anche quello che senti dentro. Ci sono tante cose che fanno un film e non per forza di cose bisogna ricorrere al suono”.

Escalante, aveva paura che il film non fosse capito dal pubblico al cinema?

“Assolutamente no, anche se un parto è sempre doloroso  ed erano 2 3 anni che stavo lavorando su questo film. È stato importante poterne uscire bene in questo modo”. 

Ana Lily Amirpour, quale è stata la cosa più emozionante?

“Dare una cosa alla luce, dare nascita a questo film. Questo è stato importante”.

Konchalovsky, perché ha fatto bianco e nero e come è stato condividere il premio con il suo collega?

“Bianco e nero… io credo che il colore dia un effetto tipo il “Nabucco” di Verdi. Pensate se lo avesse fatto in digitale avrebbe perso il suo significato.  Pe l’ex aequo penso che abbiano scelto  due film che cercano di far comprendere l’esistenza umana nella loro interezza”.

Lav Diaz, descrive una realtà sociale veramente precisa. Cosa è importante osservare nella società per descriverla in maniera così dettagliata?

“Noi siamo esistenza umana e io cerco di tradurre quello che siamo”. 

Ana Lily Amirpour, cosa rappresenta vittoria film di genere all’interno di un festival?

“Non me lo aspettavo, ma mi hanno chiesto di tornare a Venezia per cui ho capito che avrei ricevuto qualcosa. Io faccio film diversi, come può essere un pasto diverso da un panino del Mc Donalds. Io non vi darò mai sempre lo stesso panino, questo è il pasto che ho cucinato per voi e sono felice se qualcuno lo abbia apprezzato”. 


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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