Cannes 2017, il film russo in concorso Nelyubov – Loveless – Faute D’Amor, che con una traduzione approssimativa potremo definire senza amore, convince pubblico e critica e si pone tra i possibili vincitori della palma d’oro.

 

Nelyubov diretto da Andrey Zvyagintsev non deve sorprendere per essere una garanzia. Candidato all’Oscar con Leviathan nel 2015 e vincitore del Golden Globe sempre nella categoria dei film stranieri, torna con la drammatica storia di un divorzio che vede ad un certo punto sparire il figlio dodicenne della coppia in procinto di divorziare. Interpretato magistralmente da Maryana Spivak, Alexy Rozin,  Matvey Novikov (il giovane attore 12enne nel ruolo di Alyosha), Marina Vasilyeva, Andris Keishs e Alexy Fateev, il regista ci porta dentro quello che all’inizio sembra essere solo una banale storia di un divorzio con un bambino incompreso.

nelyubov

In breve la regia  fa sentire tutto il suo peso, con lunghe sequenze di dialoghi inquadrature particolari, lunghi piani sequenza e una sceneggiatura scritta dal regista assieme a Oleg Negin,  che ci porta all’ interno dei dissidi di una coppia, che a loro volta si sono gia’ trovati un nuovo compagno ignorando i sentimenti del povero Alyosha. Sinceramente e’ veramente arduo trovare le parole e i sinonimi adatti per descrivere una pellicola che trasmette in ogni suo fotogramma, l’ evoluzione di un dramma. Infatti la vicenda ambientata nel 2012 ci portera’ alla scomparsa del bambino, che si pensa dovuto solo ad un banale fuga dalle liti familiari, a qualcosa che va ben oltre. Un film che non risparmia nulla nella sua asciutta ambientazione, quasi voglia esprimere la consistenza stessa della cinematografia Russa. Il risultato e’ quello di avvolgere letteralmente lo spettatore in una vicenda che potrebbe situarsi in qualsiasi paese e senza dubbio la forza di Zvyagintsev pur mantenendo la geografia russa riesce davvero ad andare molto oltre.

cannes 2017 Andrey Zvyagintsev, Nelyubov (Loveless)

Un film che DEVE essere distribuito anche nel nostro paese, con la sincera speranza che la vetrina glamour di Cannes serva, come sempre, a far  aumentare l’interesse per una cinematografia sempre piu’ interessante e dinamica, anche se onestamente in questo caso l’aggettivo di capolavoro potrebbe risultare corretto, ma non vogliamo  esagerare. Tuttavia non possiamo non sottolineare la consistenza della pellicola e sin da ora possiamo pronosticare che il presidente di giuria Pedro Almodovar non restera’ affatto indifferente ad un pellicola che contiene davvero tutto la gamma di sentimenti umani possibili che si possono mostrare attraverso lo strumento cinematografico.


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robertoleofrigio

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