Todd Haynes e il cast di Wonderstruck hanno incontrato la stampa al Festival di Cannes 2017 per presentare il film, tra le altre cose il regista ha anche risposto sulla querelle relativa a Netflix. Ecco il nostro incontro!

Il concorso per la Palma D’Oro al Festival di Cannes 2017 si è ufficialmente aperto ed uno dei titoli più attesi era senza dubbio Wonderstruck di Todd Haynes e le attese sono state pienamente ripagate.  “Wonderstruck” ha strappato gli applausi alla proiezione stampa (leggi la recensione) e il regista ha presentato la pellicola insieme al cast con il premio Oscar Julianne Moore, Michelle Williams, Oakes Fegley, l’esordiente sordomuta Millicent Simmonds e l’autore dell’omonimo romanzo Brian Selznick. Si è parlato anche dell’ormai onnipresente polemica con Netflix, scoprite di più!

 

Wonderstruck 5

Todd Haynes: “Dedico questo incredibile script al suo autore per questo testo che si prestava perfettamente con immagini e musica ad essere portato sullo schermo. È stata una grande sfida trovare questo cast  e specie per i due protagonisti giovani è stato un casting  lungo e complicato. Aver trovato Millicent Simmonds è stata davvero una fortuna”.

Può parlarci di questa doppia narrazione e degli omaggi all’interno?

Todd Haynes: “Sono momenti molti diversi, prima l’ottimismo per il futuro, poi all’opposto la disillusione del fallimento del sogno del decennio precedente. Abbiamo girato in pellicola in formato panoramico, come non mi succedeva da Io non sono qui, in bianco e nero e colore. Un omaggio al cinema stesso, abbiamo visto molti film muti per gli anni venti e urbani per i settanta che continuano a ispirare: da Murnau a Il braccio violento della legge.”

Per lo scrittore Brian Selznick, com’è stato lavorare all’adattamento?

“Nel libro le due storie sono raccontate con tecniche totalmente distinte, che solo alla fine si sposano: una attraverso immagini, l’altra parole. Nell’adattare la sceneggiatura, la mia prima, che ho scritto di notte senza dirlo a nessuno, ho usato questo stratagemma: da una parte un bianco e nero senza dialoghi, dall’altro il colore e il sonoro. Il mio obiettivo era raccontare una storia muta con un linguaggio visivo”.

Per i giovanissimi e tutti gli altri com’è stato lavorare nel film?
Millicent risponde con la lingua: “Beh non e stato facile, ma ho letto tutto lo script insieme a Todd ed ho seguito le sue indicazioni. È stata una sfida meravigliosa”.
Jaden Michael:  “Beh ho visto Carol un film meraviglioso (risate in sala ndr). Sono ancora giovane, ma è stata comunque una bellissima sfida per me”.
Michelle Williams:  “È stato davvero intenso,  specie lavorare con i ragazzi”.
Julianne Moore: Sono stati tutti straordinari, Todd e riuscito davvero a portare l anima del libro sullo schermo”
Julianne Moore
Julianne Moore, come ha sviluppato il suo doppio personaggio?

Julianne Moore: “Beh sono due personaggi, la giovane e poi l’anziana nonna. Ho dovuto sviluppare due persone differenti e sono stata aiutata anche dal trucco. Confesso per me è la prima volta che lavoro con una persona sorda e questo ha davvero arricchito la mia persona. Per me è stato come conoscere una cultura, ho cercato di rimanere sulla soglia fra le due dimensioni, quella di udente e quella di non udente. È stato incredibile, ha cambiato completamente la mia maniera di guardare la cosa. Non serviva fare altro che entrare in quel mondo e farsi trasportare”.

Michelle Williams, per te nuovamente il ruolo di una madre dopo Manchester By The Sea?

Michelle Williams:“È difficile separarmi dall’essere madre, è al centro di ogni scelta che faccio nella vita, oltre che come attrice. Ma non dico niente di speciale, credo accada a tutti quelli che diventano genitori. Cerco sempre di ascoltarli per quello che sono, più di ogni altra cosa”.

Michelle Williams

Com’è stato lavorare stilisticamente a questo film? Cosa voleva trasmettere?

Todd Haynes: “È stato affascinante lavorare sull’intrecciarsi di due stili, della musica contro il suono. Non avevo mai fatto un film così basato sull’immaginazione dei ragazzi, un vero giallo con indizi sparsi qua e là che chiariscono il perché queste due storie sono raccontate nello stesso film. Il passato è una fonte d’ispirazione continua che mi porta a studiare la storia del cinema. In Wonderstruck volevo raccontare di chi costruisce cose con le mani, così come la lingua dei segni è protagonista. È un tributo al tattile, alle dita che rimangono appiccicose per il residuo di colla. I ragazzi hanno bisogno di fare, imparano molto in questo modo”.

Todd Haynes

A proposito della polemica con Netflix che spopola vuole dire qualcosa? Il suo film è stato prodotto da Amazon.

Todd Haynes: “I miei produttori sono tutti grandi amanti del cinema, del grande schermo, supportano il cinema indipendente garantendo piena libertà. Mi sembra un discorso completamente diverso rispetto a quanto fatto da Netflix”.

 


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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