Netflix presenta finalmente a Cannes 2017 il primo dei suoi due film in concorso, la nostra recensione in anteprima di Okja diretto dal regista di Snowpiercer Bong Joon-ho.

Il giorno della verità è arrivato per Netflix che presenta il primo dei suoi due film in concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2017 in quella che potrebbe essere la sua prima ed anche ultima partecipazione dopo le accese polemiche degli ultimi giorni. Tralasciando l’incredibile epic fail con la proiezione stampa partita con formato sbagliato (decapitata la povera Tilda Swinton ndr.) il film parla della storia d’amicizia tra Mija e Okja, un maiale gigante geneticamente modificato da una multinazionale simbolo del capitalismo che dopo 10 anni torna per riprenderselo, ucciderlo ed utilizzarne la carne per sfamare la popolazione.

Jake

Un animale reso in modo splendido grazie alla CGI, come accaduto in un passato recente con l’orso in “Revenant” o con la tigre de “La Vita di Pi”, anche se questo film non può essere accostato a tali capolavori. Quello che però non aveva messo in preventivo la perfida business woman interpretata da Tilda Swinton è che la bimba e l’animale hanno rafforzato un legame fortissimo tipico dei grandi film di Miyazaki, ma anche ravvisabile nell’ ET di Steven Spielberg per un tema che ciclicamente ritorna sempre.  Okja è un viaggio all’inizio molto emotivo, con una splendida fotografia e delle ottime inquadrature del regista Bong Joon-ho qui ad un lavoro diverso dal suo ultimo Snowpiercer, comunque decisamente inarrivabile.

okja 4Netflix ha sempre manifestato nelle sue produzioni originali uno strapotere proprio per la capacità di regalare innovazione, mentre qui ne esce fuori un dramma grottesco e trito e ritrito. Importanti sicuramente le tematiche relative agli animalisti, qui guidato dalla ALF in cui troviamo come leader Paul Dano e come militante Lily Collins. Proprio il personaggio interpretato dalla star di “Love e Mercy” è quello reso nel modo migliore sullo schermo a confermare una crescita artistica inarrestabile per l’artista statutinitense. Nonostante l’incredibile parterre di star e uno Jake Gyllenhaal a tratti fuori di testa quasi  nessuno riesce a caratterizzare al meglio il proprio personaggio, che nel caso della star de “Lo Sciacallo” ridotto quasi ad una macchietta da una storia che purtroppo lascia decisamente l’amaro in bocca.

okja 5

La seconda parte con la disperata lotta di Mija, interpretata dalla sorprendente giovanissima Ahn Seo-hyun, per riunirsi con quella che rappresenta la sua famiglia diventa quasi un action movie in alcune sequenze ma con dei tratti comici tipici del cinema orientale. Okja è un’opera in cui Bong Joon-ho cerca di unire su Netflix la cultura asiatica con quella americana, ma quel che ne esce fuori è un film a tratti anche troppo crudo per un pubblico di giovanissimi, dalle tematiche forti, attuali ma al contempo di indispensabile valore e meritevoli di un dibattito d’approfondimento. Le coscienze di molti potrebbero essere turbate per un film che  comunque nonostante più di un difetto lascia qualcosa a termine delle due ore più attese e di cui si discuterà ancora a lungo, purtroppo probabilmente per motivi extra artistici.

 


Commenta su Facebook!

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

View all posts

RSS I Film in uscita

Inline
Inline