Clint Eastwood, l’ospite più atteso dell’edizione numero 70 del Festival di Cannes si è raccontato in oltre un’ora di masterclass in cui ha tenuto una vera lezione di cinema. Ore e ore di attesa che ne sono valse la pena, ecco il nostro incontro. 

Il cinema ha avuto diverse definizioni nel corso della sua storia, ma una che mette tutti d’accordo è l’emozione. Il Festival di Cannes 2017 ne sta regalando tante, soprattutto fuori concorso dato che abbiamo avuto il piacere di incontrare un’autentica leggenda che per gli italiani vale anche un qualcosa di più. Clint Eastwood, il texano dagli occhi di ghiaccio che in Italia incassa al box-office quanto le maggiori produzioni nostrane, significa western,  Sergio Leone, Ennio Morricone e tanto altro. Un legame indissolubile con il nostro paese che il grande maestro plurivincitore agli Oscar con capolavori come “Gli Spietati” (qui presentato in versione restaurata) e “Million Dollar Baby” ha rimarcato fermandosi e concedendo numerose foto ed autografi su cofanetti e anche giradischi del genere che lo ha reso famoso come attore.

Clint Eastwood a Cannes 2

Sergio Leone diceva sempre “Clint ha due espressioni, una con il cappello e una senza”, ma anche se si è confermato così con più di qualche sorriso quello che ha scatenato nella sala Bunuel gremita in ogni ordine di posto è indescrivibile. Clint Eastwood è il cinema e la folla che ha atteso 3 ore per poterlo vedere con centinaia di persone rimaste fuori con una fila lunga tre piani è la riprova che la settima arte è in grado di smuovere ancora le emozioni anche senza bisogno di proiettare qualcosa, ecco la nostra lezione con il grande cineasta americano.

Clint Eastwood Cannes 7 copia

L’apertura della sua “lezione” non poteva non essere con il genere che lo ha reso leggenda e a cui deve tutto: “Già da bambino amavo i western. I miei idoli? Gary Cooper, John Wayne. Sono nato durante la depressione e i miei genitori erano poverissimi, morivamo di fame ma noi bambini non ce ne accorgevamo a dire il vero. Mia sorella ed io avevamo sempre cibo a sufficienza per vivere”. Durissima la critica di Clint Eastwood alla politica contemporanea: “Oggi è come essere votati al suicidio con il politically correct, abbiamo davvero perso  il senso dell’humour”.


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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