Il regista de “La Tartaruga Rossa”, coprodotta dallo Studio Ghibli e che sarà distribuita in Italia dalla BIM probabilmente a febbraio 2017, ci ha rilasciato un’intervista esclusiva sul red carpet della Festa del Cinema di Roma in cui ha parlato della collaborazione con il famoso studio d’animazione giapponese e dell’utilizzo delle musiche in un film privo di dialoghi.

La musica è molto importante in questo lavoro…da cosa nasce la scelta della colonna sonora?

“La scelta è stata molto difficile perché nei cortometraggi che ho realizzato in passato avevo le idee molto chiare sulla musica da utilizzare, la melodia, gli strumenti, l’atmosfera. In questo caso non avevo nessuna idea, se non che avrebbe dovuto avere un ‘taglio’ impressionistico ed un tema principale portante. C’è voluto molto tempo per scegliere il compositore, era importante che avessi una relazione intuitiva intima con lui, in modo che potessimo capirci molto velocemente. Quando mi ha proposto una composizione, un bellissima composizione emotiva, e ci siamo incontrati di persona, ho subito capito che avevo trovato il compositore”.

 

Lei è il primo europeo a collaborare con lo Studio Ghibli, come si sente?

“La mia sensazione è la stessa che ho avuto il primo giorno, certamente mi sono sentito fortunato. Quando lavori in quello studio non è importante da quale parte del mondo provieni, si può lavorare tutti insieme. Devo anche dire che ho un rapporto speciale con il Giappone, sono stato diverse volte lì in visita come turista e adoro molto l’arte classica giapponese, il senso del silenzio, della semplicità nella loro arte, penso per questo di avere davvero una relazione speciale con il Giappone”.

Hai incontrato Miyazaki ed Isao Takata?

“Ho incontrato Miyazaki ma al di fuori di questo progetto, perché lui era impegnato. Questo progetto è partito con Suzuki e Takahata, abbiamo prima comunicato via internet, tramite e-mail, e poi ci siamo seduti ad un tavolo. avevo incontrato Takata brevemente in passato, e già sapevo come sarebbe stato, molto umile, semplice e molto molto rispettoso, e quando ci siamo seduti al tavolo è stato assolutamente meraviglioso, ha parlato Takata per quasi tutto il tempo, perché Suzuki gli ha lasciato tenere la conversazione, come sapete Takata ha una grandissima sensibilità ed è molto molto umile a proposito di sé, e per me è stato bellissimo poter parlare con lui del film ma anche di altre cose al di fuori della produzione”.


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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