Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma il nuovo film di Michele Placido “7 minuti”, con un cast tutto al femminile.

Hanno sfilato sul red carpet, sfoggiando tutta la loro bellezza: Ambra Angiolini, Violante Placido, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Sabine Timoteo, Ottavia Piccolo, Erika D’Ambrosio, Luisa Cattaneo , Maria Nazionale, Anne Consigny e Clémance Poésy.

Il film è tratto da una storia vera. Racconta la drammatica vicenda tra le operaie di una fabbrica tessile e i proprietari dell’azienda, i quali vogliono cedere una parte della maggioranza in mano ad azionisti stranieri. Sembra non ci sia pericolo di perdere il lavoro per le 300 operaie che vi lavorano, a patto che venga accettata una piccola clausola. Il consiglio di fabbrica, composto da 11 donne, madri, mogli e figlie, dovrà farsi carico della responsabilità e decidere se accettare o meno la proposta (leggi la recensione).

7 Minuti è tratto dal testo di Stefano Massini e Michele Placido ci racconta in conferenza stampa:“Massini mi ha portato la storia mentre ero al Piccolo Teatro a Milano, quando ho letto il testo sono rimasto un po’ perplesso ma dopo qualche giorno ho capito che sarebbe stata una buona idea, anche se non era facile mettere insieme 11 donne”.

Il lavoro con le attrici è stato un motivo in più?

Michele Placido: “In Italia è difficile fare un film sul lavoro interpretato da 11 donne. È difficile fare un film del genere, non pensavo che mi sarei riuscito ad emozionare così tanto. Credo di avere una maggiore emozione dal punto di vista attoriale con il cast femminile.”

-continua-Siamo andati a Latina perché le operaie hanno subito il ricatto di aziende tessili importanti. Abbiamo trovato quel terreno fertile in cui convivere con le storie quotidiane.”

Un tempo le battaglie di ideali venivano portate avanti dai più giovani mentre adesso è l’operaia più anziana a battersi. Questo rispecchia la società?

Fiorella Mannoia: “Credo che le più anziane hanno conosciuto queste battaglie in un periodo storico in cui erano all’ordine del giorno. La nuova generazione non lo capisce perché non l’ha vissuto.

Oggi è tutto frammentato ed il sentito comune non ce l’hanno. Ottavia è quella che fa ragionare tutti sulla perdita dei diritti, siamo di fronte ad una nuova fonte di schiavitù. […]

Abbiamo girato nelle fabbriche ed è stata una fonte d’ispirazione. Alla fine viene fuori la divisione prepotente tra italiane e straniere. Questo è uno spaccato della nostra realtà, le italiane che accusano le straniere. Questo è lo specchio della realtà che abbiamo di fronte, perché il nostro futuro sarà multietnico e ci porta dentro casa persone disperate e pronte a tutto”.

Violante Placido: “Oggi i giovani non si battono perché si ritrovano in un mondo che va veloce, fare una scelta in un momento di crisi non è facile. Non possono essere più coraggiosi, ma il futuro è in mano a loro […] Il lavoro è ciò che dovrebbe darti dignità, invece te la toglie. Questo è uno spunto di riflessione”

Ambra Angiolini: “Abbiamo a che fare con un mondo che parla al passato, il personaggio di Erika è il più fragile e sente questo disagio. Credo che sia anche un po’ questo che emerge dal film”.

Cristiana Capotondi: “Credo che la risposta sia nel non avere tempo con le generazioni veloci e immediate. Il lavoro ha una natura nobile, una messa alla prova delle qualità e non bisogna ridurlo al senso animale, quando selvaggi nella giungla lottavamo per il cibo. La cosa bella del film è proprio questa. Ognuno fa il proprio ragionamento, è un film molto libero che non ce l’ha ne con gli industriali ne con i sindacati.”

Ottavia Piccolo: “Un altro argomento importante è la mancanza di fiducia verso chi ci rappresenta. È una cosa che si sente moltissimo e che ritroviamo anche nell’ambiente di lavoro.”

Michele Placido: “Non potete capire la gioia di vedere 11 attrici italiane parlare di lavoro. Da quanti anni era che non si vedevano cose simili? Il cinema non è solo quello che vedete adesso”.

La serata del Festival si è conclusa con il red carpet dove abbiamo intervistato il regista Michele Placido e la cantante/attrice Fiorella Mannoia. Il film uscirà nelle sale il 3 novembre.


Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!

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