Presentato per la prima volta in Italia alla Festa del Cinema di Roma 2016, ecco la recensione in anteprima dell’ultimo film della Laika Entertainment, diretto da Travis Knight 

L’undicesima Festa del Cinema di Roma, grazie alla sua collaborazione con Alice nella Città, ha proiettato in anteprima diversi nuovi lungometraggi d’animazione, come “Cicogne in missione” e “Rock dog”, indicati per i più giovani per via della loro simpatia e semplicità, altri realizzati per un pubblico più adulto e selezionato come “Louise en hiver” e “La tartaruga rossa”, ma quello più atteso di tutti era senz’altro “Kubo e la spada magica”.

Un film che molto probabilmente sarà amato dai più giovani, che preferiscono i moderni effetti speciali e difficilmente l’animazione tradizionale, ma anche dagli adulti appassionati del genere per via degli importanti temi trattati con molto sentimento. Quarto film dello studio Laika, la casa di produzione che ha dato vita a “Coraline e la porta magica”, “ParaNorman” e “Boxtrolls – le scatole magiche”. Tutti e tre i precedenti titoli sono stati candidati agli Oscar, senza mai uscirne vincitori, ma forse con Kubo stavolta è la volta buona, Disney permettendo.

kubo-e-la-spada-magica-immagini-13

Siamo nel Giappone medioevale, epoca di feudatari e samurai e, nella nostra storia, piena di magia. Una donna grazie ad essa riesce a sopravvivere a una tempesta, e a salvare il suo piccolo figlio, cieco di un occhio. Purtroppo questa esperienza la sconvolge psicologicamente, riuscendo comunque a crescere il piccolo Kubo in una grotta vicino alla scogliera. Divenuto grande, il ragazzo comincia a badare alla madre sempre più catatonica, guadagnando qualche soldino al villaggio a colpi di musica e… magia! Il suo shaminsen è in grado di far muovere gli origami, usati per narrare la storia del malvagio Re Luna.

maxresdefault

Ogni sera torna alla grotta prima del calare del sole, perché sua madre gli ricorda ogni mattina che se non lo fa di notte il suo malvagio nonno, aiutato dalle zie, cercherà di prendersi anche l’altro suo occhio. Il ragazzo obbedisce, tranne una volta, quando una anziana signora del villaggio, ignara della situazione, gli racconta che di notte si possono incontrare le anime dei defunti al cimitero. Il desiderio di conoscere il padre mai conosciuto lo fa però scovare dalle perfide zie. Nella disperata fuga lui riesce a salvarsi, sua madre no, ma negli ultimi istanti di vita gli racconta finalmente tutto: la storia del Re Luna che racconta ogni giorno al villaggio è vera, così come lo sono la spada, l’armatura e l’elmo.

maxresdefault-1

Dovrà trovarli per sconfiggere una volta del tutto il suo malvagio nonno. Per fortuna, non viaggerà da solo. Il suo origami samurai ha preso vita anche senza l’ausilio dello shaminsen, così come l’amuleto di scimmia che portava sempre al collo è diventato reale. Andando avanti nel viaggio si unirà al gruppo uno smemorato ma coraggioso scarabeo antropomorfo arciere. Una grande avventura, piena di pericoli ed insidie, troppi per un bambino così giovane, ma come spesso la letteratura ci ha raccontato, mai sottovalutare i piccoletti.

 

Al pari dei precedenti capolavori targati Laika, gli animatori sono riusciti a realizzare un grande lavoro basato sulla stop-motion, che potrete in parte visionare dopo i primi titoli di coda. La vera novità sta nei colori: anche se la storia ha un’atmosfera decisamente drammatica tanto da ricordare un po’ “Il trono di spade”, stavolta le scenografie sono più vivaci rispetto alle precedenti caratterizzate da sfumature decisamente grottesche. La storia, soggetto originale di Shannon Tindle e Marc Haimes, ha riferimenti ad altre opere, animazione e non.

 

Il disobbedire alla madre e stare fuori casa di notte ricorda la prima serie di Dragon Ball, quando il piccolo Goku non dà retta al nonno Gohan diventando così uno scimmione. Il gesto d’amore e magico della madre, che sacrifica prima la ragione e poi la sua stessa vita pur di difendere Kubo non può non far pensare a Lily Potter con suo figlio Harry. Kubo il più delle volte combatte con la musica magica dello shaminsen, una tecnica decisamente originale, ma per onorare al meglio le arti marziali asiatiche ci sono molte altre scene di combattimento, con spada, arco ma anche catene stritolanti, un grande omaggio a Tarantino e al suo Kill Bill, mentre l’aspetto delle malvagie zie del ragazzo rimanda senza dubbio V per Vendetta.

Il finale forse è leggermente sbrigativo ma al tempo stesso non privo di significato. Allo spettatore scapperà sicuramente qualche lacrimuccia, oltre al restare con gli occhi incollati allo schermo nel seguire le mirabolanti avventure di questi grandi personaggi, che, perché no, meriterebbero un sequel. Non sappiamo ancora le voci della versione italiana, ma chi deciderà di vederlo in versione originale farà comunque un affare dato che hanno scelto nomi come Charlize Theron, Matthew McConaughey, Art Parkinson, Rooney Mara e Ralph Fiennes.

Il film sarà presente nelle sale Italiane a partire dal 3 novembre 2016.

Iscriviti al gruppo Facebook CINECULT


Commenta su Facebook!

Valerio Brandi

Giornalista pubblicista che ha iniziato la carriera con lo sport con il Corriere Laziale e apparizioni in reti televisive come T9 e Rete Oro per poi passare al cinema e alle serie Tv, dedicando molta passione al mondo del doppiaggio.

View all posts

RSS I Film in uscita

Inline
Inline

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi