Quanto dura la pianta di calendula? Ecco la verità

La Calendula è una popolare pianta officinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Le piantine presentano un apparato radicale molto fitto di radici di colore biancastro. I fusti sono erbacei, eretti e cilindrici, ricoperti di peluria e fogliame. Le foglie sono dentate e anch’esse ricoperte di peluria. I fiori hanno un colore giallo-arancio con una corolla composta da lunghi petali, anche 15 cm, simili a quelli delle margherite. I semi, con una caratteristica forma a falce, sono situati sotto la corolla. La pianta di calendula è annuale, questo significa che al contrario delle piante perenni alla fine della stagione deve essere riseminata. Anche se nel linguaggio dei fiori la calendula simboleggia il dispiacere, il dolore e le pene d’amore, è un fiore utile e vivace, che per le sue qualità officinali ha un largo impiego in medicina, e molta importanza nella nostra storia.

Vita e durata della pianta di calendula

Il periodo di fioritura della calendula va grosso modo da maggio-giugno fino a novembre. Il periodo di vita, nascita, crescita, fioritura e morte delle radici è più variabile e dipende da molti fattori. Sopporta anche climi piuttosto rigidi, fino a 0-2 gradi, ma predilige una temperatura tra i 20 e i 30 gradi. Si è adattata bene a sopravvivere nell’Europa meridionale, ma proviene dall’Africa settentrionale, dove ha durata perenne grazie al clima mite. È una pianta da sole e va seminata in zone ben irradiate dalla luce.

Quando seminare la calendula

I semi germinano con almeno 15 gradi di temperatura, la prima semina cade tra fine marzo e inizio aprile. Nel meridione è possibile seminare anche tra dicembre e febbraio. I semi vanno coperti in modo superficiale e il terreno deve essere umido e soffice. Si possono coltivare da 5 a 7 piante, per ogni metro quadrato, ed è bene prevedere una concimazione pre-semina con compost e letame.

Come coltivare la calendula

La Calendula deve essere piantata in terreni ricchi di sostanza organica, ben areati e drenati, non è necessario comprare le piantine, ma può tranquillamente essere seminata. Se si sceglie di mettere a dimora le piantine è importante fare attenzione alle gelate tardive. Inoltre, spuntare le giovani piantine è utile per dare loro una forma e un portamento omogeneo; e rimuovere i fiori appassiti aiuta a stimolare la nuova fioritura.

La calendula ha bisogno di terreno soffice, ben drenato e ricco di sostanze organiche. Si sviluppa meglio su un terreno leggermente acido o neutro. La pianta va annaffiata con regolarità durante tutto il periodo caldo, dalla primavera alla fine dell’estate, anche se normalmente si accontenta dell’acqua piovana. Quando invece le piante sono adulte richiedono meno annaffiature. Ovviamente è importante evitare di affogare le piante con un apporto di acqua troppo frequente.

È utile sapere che in caso di estati eccessivamente torride, la calendula tende a scomparire prime della fine dell’estate. Non ha bisogno di concimazioni frequenti e abbondanti. Se messa a dimora in un substrato di buona qualità il suo ciclo di vita non ha bisogno di ulteriori aggiunte. Altrimenti richiede concimazioni maggiori ma sempre senza eccessi. In vasi o contenitori, richiede di essere concimata almeno una volta al mese, per produrre fiori brillanti. Il concime deve avere un basso contenuto di azoto e più ricco di potassio, troppo azoto porta la pianta a produrre più foglie invece che fiori; si può utilizzare un fertilizzante liquido oppure uno a lenta cessione.

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