Una serata unica nella storia del cinema italiano quella organizzata dal SNGCI  all’Auditorium di Roma dove si sono riuniti tutti i vincitori del premio Oscar per ritirare i Nastri d’Argento speciali.

Una serata da sogno, che  sarà  difficile se non impossibile da ripetere. Nella stessa stanza ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma c’era tutta l’eccellenza della storia del cinema italiano per ritirare i Nastri d’Argento speciali assegnati dall’SNGCI. Era possibile girarsi a destra e trovarsi davanti Paolo Sorrentino, mentre alla propria sinistra Christian De Sica, figlio dell’immenso Vittorio come in un cerchio che si chiudeva dal primo all’ultimo Oscar per il miglior film straniero. Si specifichiamo dato che le maestranze nostrane sono tornate da Los Angeles con una statuetta anche con Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini per il loro make up di Suicide Squad diventato un vero e proprio fenomeno mondiale.

 

Una notte leggendaria iniziata con un tappeto rosso  che ha toccato l’apoteosi con Roberto Benigni, presente a sorpresa e fotografato intento a chiacchierare con Sorrentino. Un tappeto rosso che ha emozionato con Ennio Morricone che ha confessato: “L’Oscar che amo di più è quello alla carriera perché ha premiato tutto ciò che ho realizzato, non solo la potenza di un film”. La serata è iniziata con la proiezione del documentario di Alessandro Sarno Nastri 70 – Argento Vivo dedicato ai settant’anni dell’unico premio in Italia che si può paragonare agli Oscar per longevità. Immagini di Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Federico Fellini e tutte le leggende del nostro cinema, con un applauso dal cuore quando sullo schermo scorre l’immagine del sorriso meraviglioso di Virna Lisi.

 

La serata inizia ufficialmente con la presidentessa Laura Delli Colli che fa da gran cerimoniere cominciando a chiamare sul palco le più grandi maestranze del nostro cinema, non solo i vincitori degli Oscar ma anche i nominati. Il primo a salire sul palco è Christian De Sica, che ritira il nastrino alla memoria del suo grande padre Vittorio per l’Oscar di Sciuscià, che a sorpresa viene portato sul palco tra gli applausi:

 

 “Papà ha vinto 4 Oscar, questo è quello di Sciuscià. Mi ricordo che papà voleva  Una sera papà fece vedere il film a tutti gli esponenti di Hollywood, alla fine della proiezione si girò e vide Charlie Chaplin commosso con una lacrima sugli occhi.  Quando papà ha vinto il quarto non è andato e io gli chiesi perché, ma lui disse se vado a prendere l’Oscar è come se Cassius Clay desse un cazzotto a Roberto Rossellini suo carissimo amico. Tanto lo sanno tutti che l’ho vinto”. IMG_6907

Dopo la coppia da Oscar per Suicide Squad e un commosso ricordo di Manlio Rocchetti è il turno di una coppia storica per una serata di storica con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, un duo  unico nella storia del cinema italiano: “Il film che ho preferito è stato The Aviator, meraviglioso dare di nuovo vita alla Golden Age di Hollywood”, mentre Dante Ferretti non finisce di stupire dicendo “L’Oscar che preferisco? Sicuramente i prossimi due”. Gianni Quaranta, Osvaldo Desideri, Gabriella Peschucci per poi arrivare ad una foto della divina Milena Canonero. Poi ne è una dalla Russia con la più grande attrice della storia d’Italia insieme ad Anna Magnani, la divina Sofia Loren e a sorpresa parte un video che dice: “Roberto”. E sul palco corre Roberto Benigni in una sorta di amarcord rivivendo quella magnifica notte de “La Vita e Bella” vincitrice di 4 Oscar tra cui quello alle musiche di Nicola Piovani: 

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“Mi piacciono le mondanità, devo dire che poi questa riunione tutti insieme è emozionante e commovente. Primo il numero, ma quanti siamo per un paese così piccoli siamo i più premiati al mondo. Qui poi ci date un premio per aver ricevuto un premio si apre un vaso di Pandora al contrario. Il documentario mi ha fatto restare in silenzio a guardare la grandezza del cinema italiano. Viene il desiderio di far parte di quella grandezza. Qui c’è Elda Ferri che è stata indispensabile, divido il premio con Nicoletta Braschi che è l’ispiratrice dei miei film. Vorrei dedicarlo anche a Gianluigi Braschi che non è più con noi”.

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Poi è il turno di Paolo Sorrentino che stupisce ancora per simpatia dicendo: “Sbrigatevi a portarli, la cosa migliore di queste serate è arrivare alla fine con il ristorante e il party”. Dopo un video messaggio di Gabriele Salvatores arriva anche Giuseppe Tornatore che rivela: “L’Oscar è stato un momento professionale che mi ha permesso di lavorare, ma la mattina non mi sveglio pensando che l’ho vinto”. E via via continuano a salire sul palco volti più o meno noti che hanno fatto la storia: c’è un video messaggio di Vittorio Storaro, un saluto a Carlo Rambaldi, parla anche il leggendario Bruno Bozzetto e ci si commuove ricordando Il Postino e Massimo Troisi con Giacomo Scarpelli che ricorda il padre Furio spiegando: “Storpiarono il mio nome e non trovavano la busta con il premio e quindi Sharon Stone prese tempo, abbiamo rischiato di anticipare lo scambio di quest’anno”. 

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Alla fine però è il momento del più grande artista della storia del cinema italiano, quell’Ennio Morricone che come ricorda Laura Delli Colli “è il più atteso della serata”. Un uomo immenso che ha incantato l’Auditorium con i suoi concerti e che torna in questa suggestiva location per ricevere l’ennesimo premio di una carriera irripetibile. Il maestro è stato per l’ennesima volta il grande protagonista con il suo carisma e la commozione della platea con una lunghissima standing ovation e ha ricordato: “Sono molto emozionato, vorrei stare in platea e qui dovrebbe esserci un altro me oppure uno dei tanti registi che ha avuto il coraggio di chiamarmi. Faccio delle cose folli a volte, mi tengo dei pezzi di riserva. Qualche ci azzecco e sono qui per questo, voglio ringraziare i giornalisti che si sono affezionati a me”. A consegnare il suo nastro tornano sul palco Giuseppe Tornatore e Nicola Piovani tra la commozione generale e viene dato anche a sorpresa un nastro d’oro. La serata si conclude con una foto di gruppo che è una cartolina per l’Academy e per il cinema mondiale, nessun paese sa essere bello e creativo come l’Italia.

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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