A Venezia 74, il film “Hannah” vede alla regia Andrea Pallaoro e ci presenta una Charlotte Rampling protagonista totale della pellicola. Una interpretazione che sarà impossibile non premiare.

Il giovane regista Andrea Pallaoro si era già fatto notare nel 2013 proprio qui a Venezia, nella sezione Orizzonti, con il suo film d’esordio “Medeas” il suo film di esordio. Durante la presentazione a Venezia 74 di questa sua seconda opera, non ha nascosto che il sogno della sua vita era di girare un film con Charlotte Rampling, l’attrice che ammirava da fin da giovanissimo e protagonista di innumerevoli capolavori cinematografici. La scelta della Rampling per una storia cucita totalmente addosso a lei, ha permesso all’artista di offrire l’ennesima prova maiuscola.

“Hannah” segna il successo di una trama enigmatica

Un’intensa recitazione, tutta di sottrazione, per 95 minuti di film. “Hannah” ci racconta le vicende di una drammatica storia familiare, una tragedia che gli spettatori scoprono man mano, attraverso voci fuori campo, luoghi, mentre seguono le vicende della protagonista. Il film di Pallaoro non spicca certamente per la sua comprensibilità fulminea e per una digeribilità ad un pubblico ormai abituato a “spiegoni” e storie lineari.

La trama di “Hannah” in breve

La scelta del regista è semplicemente quella di mostrare il crollo della vita di Hannah a causa dell’arresto del marito, accusato dal figlio e dalla nuora di aver molestato il nipotino. Un’accusa infamante che lo spettatore vive attraverso la semplice routine lavorativa della protagonista e che scoprirà assieme a lei. La vergogna, la perdita di tutti gli affetti familiari, lasciano Hannah completamente sola, così come lo spettatore, mentre il regista ci porta sempre di più all’interno di un’atmosfera rarefatta e claustrofobica.

Imperdibile Charlotte Rampling in “Hannah”

Se vogliamo essere onesti dobbiamo giudicare la pellicola come un classico film d’autore di quel filone che incassa poco al cinema, non tanto perchè la pellicola non sia gradevole, ma perchè lo spettatore nel bene o nel male cerca alla fine un’evasione dalla sua routine quotidiana proprio nella sala cinematografica. Da questo punto vista “Hannah risulta davvero fin troppo d’autore.

Tuttavia l’immensa bravura della Rampling, che ha tantissimi spettatori devoti alla sua recitazione lo fa imporre come un film da vedere, semplicemente per ammirare un’attrice che superata la soglia dei 70 anni, senza aver mai ricorso a chirurgie plastiche, si spoglia nuda davanti alla cinepresa. E in un certo senso davanti al suo pubblico, mostrando tutta la fragilità del suo personaggio e anche l’implacabile passare del tempo. In questo senso il ricordo che molti conservano de “Il Portiere di Notte del 1974, resta intatto. Nonostante tutto la protagonista trasmette ancora un incredibile fascino e sensualità, che il  tempo ha solo scalfito in superficie attraverso le rughe, ma non negli occhi di Charlotte, che continua a donare al suo pubblico la sua arte recitativa.

 

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robertoleofrigio

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