Home » Anteprima » Indivisibili: Recensione, Edoardo De Angelis regala una straordinaria e cruda favola

Il terzo film di Edoardo De Angelis racconto una storia favolistica di due gemelle siamesi nello sfondo della Napoli degradata, la recensione in antperima.

 

(a cura di Thomas Cardinali) Edoardo De Angelis ha realizzato un’opera semplicemente straordinaria come “Indivisibili” (leggi la conferenza di presentazione alla stampa), un film in grado di entrare dentro lo spettatore e di trascinarlo all’interno di una favola amara come quella delle gemelle siamesi Viola e Daisy interpretate in modo ottimo da Angela e Marianna Fontana. Il lungometraggio del regista di “Perez” ha conquistato pubblico e critica a Venezia alle Giornate degli Autori conquistando menzioni speciali e premi ed ora si prepara ad uscire nelle sale con ben 250 copie, un numero notevole per una pellicola di questo tipo. Nonostante la delusione di non essere stato selezionato per gli Oscar a favore di “Fuocammare” sembra che il film fosse il preferito del regista Paolo Sorrentino, il che non fa altro che rafforzare lo straordinario lavoro di Edoardo De Angelis.

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La storia di “Indivisibili”, come dice anche il suo stesso titolo, è quella delle due gemelle siamesi Viola e Daisy che vivono attaccate alla coscia sin dalla loro nascita. Non sanno cosa voglia dire la privacy e vivono in completa simbiosi dando voce alle canzoni che scrive per loro il padre poeta. Un quadro famigliare desolante, in cui i due genitori vivono sfruttando il talento delle figlie. Interpretazione sicuramente degna di nota anche quella di Massimiliano Rossi e Antonia Truppo, che torna in sala dopo aver vinto il David come miglior attrice non protagonista per “Lo Chiamavano Jeeg Robot”. La curiosità è che questo splendido soggetto è stato scritto da Nicola Guaglianone, già sceneggiatore della pluripremiata pellicola diretta da Gabriele Mainetti (guarda la nostra video intervista esclusiva sui nuovi progetti) e trionfatrice come miglior opera prima agli ultimi David di Donatello.

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“Indivisibili” è un film pieno di poetica, che prova a raccontare il dramma del territorio napoletano in modo forse ancor più intimo degli ultimi lavori come Gomorra. Edoardo De Angelis ci invita quasi a vestire i panni di Viola e Daisy, due ragazze così simili ma anche diverse. Il loro status quo si rompe quando scoprono cosa il padre e la madre gli hanno sempre nascosto: si possono dividere, ma i soldi non ci sono più. Evaporati e divorati dal male del gioco di cui il genitore è vittima. Inizia a questo punto una lotta tremenda all’interno del racconto in cui vediamo un egoismo sano da parte di Daisy e una forza fuori dal comune. La stessa forza della Napoli che non vuole arrendersi, che vuole lottare per uscire dal guscio. Edoardo De Angelis ci regala il suo film più maturo e riuscito, con una regia splendida e una fotografia che da risalto spesso e volentieri al peggio di questa realtà.

L’eccezionale realismo di questa favola è proprio enfatizzato grazie a questi aspetti tecnici, comprese le musiche con due canzoni perfette e trainanti per il pubblico. “Indivisibili” ha vinto il suo particolare Oscar emozionando come pochi film quest’anno, strappando applausi sinceri e soprattutto lasciando dentro una riflessione su cosa effettivamente bisognerebbe fare per dividersi, perché le due gemelle siamesi sono soltanto il pretesto per mostrare la realtà fagocitante della Napoli sofferente da cui è difficile staccarsi. Edoardo De Angelis porta a compimento un’ideale trilogia iniziata con “Mozzarella stories” e proseguita con “Perez” in modo ottimale regalando moltissime emozioni, specie per aver portato sullo schermo le due sorelle Fontana al loro esordio assoluto, che difficilmente dimenticheranno.

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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